Sindacati PS a Meloni: “No alla militarizzazione del Sistema Sicurezza del Paese”
Cinque sigle sindacali della Polizia di Stato (SAP, COISP–MOSAP, FSP Polizia e SILP CGIL) hanno scritto congiuntamente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni criticando il piano di assunzione di 12.000 Carabinieri ausiliari annunciato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto.
La lettera denuncia uno squilibrio che penalizza la Polizia di Stato (con 11.000 carenze organiche), rischia di rimilitarizzare il modello di sicurezza (contraddicendo la L. 121/1981) e richiede risorse equamente ripartite tra tutte le Forze di polizia. Chiedono un confronto urgente, minacciando lo stato di agitazione in caso contrario.
Il testo del comunicato congiunto:
Roma, 18 febbraio 2026
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Giorgia MELONI
OGGETTO: IL SISTEMA SICUREZZA DEL PAESE DEVE ESSERE RISPETTOSO DELLE NORME E DEGLI EQUILIBRI.
Signor Presidente del Consiglio,
Le scriviamo in merito alle recenti dichiarazioni del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, relative al piano di assunzione di 12.000 Carabinieri ausiliari, iniziativa da Lei confermata quale pilastro della strategia governativa in materia di sicurezza per il 2026.
Siamo i primi a rilevare l’esigenza di rafforzare il presidio del territorio e di garantire maggiori condizioni di sicurezza ai cittadini, ma riteniamo che l’intervento annunciato rappresenti una scelta profondamente squilibrata e potenzialmente lesiva dell’assetto complessivo del Comparto Sicurezza e Difesa.
L’istituzione e il potenziamento di una figura di Carabiniere ausiliario, destinata ad affiancare il personale già in servizio nell’ambito di un modello di sicurezza a marcata impronta militare, rischia di determinare una frattura strutturale nel sistema delineato dalla Legge 121/1981, che ha sancito il principio della smilitarizzazione e dell’equilibrio tra le diverse Forze di polizia, assegnando la responsabilità di Autorità nazionale di Pubblica sicurezza al Ministro dell’Interno e tecnicamente al Capo della Polizia-Direttore Generale della P.S., mentre a livello provinciale ai Prefetti ed ai Questori della Repubblica. Un simile orientamento appare idoneo a ridisegnare il modello di sicurezza nazionale, penalizzando le Forze di polizia a ordinamento civile e privilegiando, di fatto, una visione militarizzata della gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Non possiamo inoltre non evidenziare quanto risulti incomprensibile un provvedimento che destina risorse significative all’assunzione di 12.000 Carabinieri ausiliari senza prevedere, in modo altrettanto incisivo, un piano straordinario per colmare la grave carenza di organico che interessa la Polizia di Stato, stimata in circa 11.000 unità. Una disparità di questo genere rischia di compromettere ulteriormente l’efficienza del sistema sicurezza nel suo complesso, generando squilibri operativi e organizzativi difficilmente sostenibili.
Riteniamo che congrue risorse economiche siano destinate alle assunzioni e debbano essere ripartite in maniera equa e proporzionata tra tutte le Forze di polizia, nel rispetto delle rispettive funzioni, competenze e specificità ordinamentali, così da garantire un rafforzamento armonico e coerente dell’intero Comparto.
Confidiamo, pertanto, nella volontà del Governo di aprire un confronto serio e strutturato con le scriventi Organizzazioni Sindacali, rappresentative del personale della Polizia di Stato, sulle scelte strategiche che incidono in modo così rilevante sull’assetto della sicurezza nazionale. In assenza di un tempestivo avvio di tale interlocuzione, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a proclamare lo stato di agitazione, a tutela del personale che rappresentiamo e dell’equilibrio del sistema sicurezza del Paese.
Certi di un Suo autorevole e responsabile intervento, restiamo in attesa di un cortese riscontro.
Distinti saluti,
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