Roma, 11 dicembre 2025
OGGETTO: Richiesta di interventi urgenti nella Legge di Bilancio 2026 (A.S. 1689) a tutela del personale della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza e Difesa.
Ai Presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica
˗ Gruppo parlamentare Fratelli d’Italia, Preg.mo Sen. Lucio Malan
˗ Gruppo parlamentare Lega Salvini Premier, Preg.mo Sen. Massimiliano Romeo
˗ Gruppo parlamentare Forza Italia, Preg.mo Sen. Maurizio Gasparri
˗ Gruppo parlamentare Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati-MAIE-Centro Popolare,
Preg.ma Sen. Michaela Biancofiore
˗ Gruppo parlamentare Partito Democratico, Preg.mo Sen. Francesco Boccia
˗ Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle, Preg.mo Sen. Stefano Patuanelli
˗ Gruppo parlamentare Italia Viva, Preg.ma Sen. Raffaella Paita
˗ Gruppo parlamentare Misto, Preg.mo Sen. Peppe De Cristofaro
˗ Gruppo parlamentare Per le Autonomie, Preg.ma Sen. Julia Unterberger
Gentilissimi Presidenti,
sottoponiamo alla Vostra attenzione alcune considerazioni di estrema rilevanza in relazione alla Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione presso il Senato della Repubblica.
Il personale della Polizia di Stato e, più in generale, dell’intero Comparto Sicurezza e Difesa, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la tutela della legalità, della sicurezza dei cittadini e della stabilità delle istituzioni democratiche. Tuttavia, nonostante il riconoscimento formale che la politica rivolge a tale ruolo fondamentale, è evidente che persiste la convinzione – profondamente errata – che questo sia sufficiente a risolvere le criticità che affliggono da troppo tempo il Comparto, trattato ancora come settore marginale della macchina statale.
Gli appartenenti alle Forze di Polizia continuano a sostenere carichi di lavoro straordinari, spesso in condizioni emergenziali e di rischio, senza che ciò trovi adeguato riscontro sul piano economico e organizzativo. È indispensabile, in questo senso, che lo Stato provveda senza ulteriori ritardi al pagamento delle numerose ore di straordinario che il personale della Polizia di Stato è stato obbligato a svolgere negli ultimi due anni. Risulta altresì necessario che tali ore vengano adeguatamente rivalutate, poiché non è accettabile che chi mette quotidianamente a rischio la propria vita per la sicurezza altrui e per la tutela delle istituzioni democratiche percepisca appena 6,70 euro netti per un’ora di lavoro straordinario. Una retribuzione di questo livello non solo non valorizza il sacrificio di queste lavoratrici e di questi lavoratori, ma rischia di comprometterne la motivazione e il senso di riconoscimento da parte dello Stato.
A ciò si aggiunge il fatto che le indennità operative sono ferme da oltre ventitré anni, nonostante l’evoluzione del contesto sociale, dei rischi e delle responsabilità attribuite al personale in uniforme. Il compenso per i servizi esterni e per quelli dedicati al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica necessita ormai di un aggiornamento urgente, che restituisca adeguatezza e dignità a prestazioni che richiedono impegno, professionalità e un notevole grado di esposizione personale.
Un altro tema centrale che riveste una portata storica e che non può più essere rimandato riguarda la previdenza del personale del Comparto Sicurezza e Difesa. È indispensabile avviare con tempestività un confronto che porti alla definizione della “previdenza dedicata” che attualmente vede finanziamenti non sufficienti e che pertanto devono essere incrementati in modo strutturale. Riteniamo che sia doveroso che si tenga conto della natura logorante delle mansioni svolte dal personale in divisa. Senza un intervento deciso in tal senso, rischiamo di consegnare a donne e uomini che hanno dedicato la propria vita al servizio dello Stato una pensione inadeguata, da indigenti, che contrasta apertamente con il valore del contributo che essi offrono ogni giorno alla collettività.
Particolare preoccupazione desta inoltre l’ipotesi di aumento dell’età pensionabile contenuta nella manovra attualmente in discussione. Dopo una carriera svolta in condizioni di rischio, forte stress e responsabilità elevate, non è plausibile chiedere al personale in divisa di prolungare ulteriormente il servizio, esponendolo a un carico fisico e psicologico insostenibile. Una simile scelta, oltre a non tenere conto delle specificità del Comparto, rischierebbe di compromettere l’efficacia operativa e il benessere del personale.
Va poi evidenziato che la Legge di Bilancio trascura completamente l’area negoziale della dirigenza della Polizia di Stato, lasciando irrisolto un nodo fondamentale per l’equilibrio gestionale e organizzativo del sistema sicurezza. È necessario che vengano previste risorse dedicate, in grado di garantire un riconoscimento adeguato anche a questi livelli di responsabilità.
Desideriamo concludere ribadendo che le donne e gli uomini della Polizia di Stato e dell’intero Comparto Sicurezza e Difesa meritano ben più di attestazioni formali di stima: meritano atti concreti, coerenti e tempestivi, che riconoscano economicamente il valore del loro ruolo, il sacrificio quotidiano e la peculiarità delle funzioni che svolgono. Vi chiediamo dunque un impegno chiaro affinché la Legge di Bilancio 2026 rappresenti un vero punto di svolta e non un semplice esercizio di retorica istituzionale.
Restituire dignità economica e professionale alle Forze di Polizia non è un gesto di cortesia, ma un dovere morale e politico che ogni Stato democratico è chiamato ad assolvere.
Certi della vostra attenzione e sensibilità verso temi tanto rilevanti per la sicurezza del Paese, restiamo in attesa di un vostro cortese riscontro e di un impegno concreto in questa direzione.
Con sincera e profonda stima,
Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese
