Dl Sicurezza 2026, Pianese (COISP) a Il Tempo: «Strumenti operativi veri, non slogan»
Nell’edizione di oggi de Il Tempo, il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, commenta in una intervista esclusiva le principali novità introdotte dal Dl Sicurezza 2026, spiegando come il decreto rafforzi concretamente la capacità delle Forze di Polizia di garantire sicurezza e ordine pubblico. Pianese sottolinea che non si tratta di slogan, ma di misure pensate per intervenire prima che esploda la violenza, tutelando i cittadini e chi è chiamato ogni giorno a difenderli.
Strumenti operativi e ruolo della magistratura
Secondo Pianese, il Dl Sicurezza 2026 «rafforza la capacità delle Forze dell’Ordine di garantire sicurezza e ordine pubblico» perché introduce strumenti operativi che consentono alla Polizia di intervenire prima che la violenza esploda, evitando che le piazze degenerino e riducendo i rischi per cittadini e operatori. Il Segretario Generale richiama però con forza un punto decisivo: per rendere davvero efficace il nuovo impianto normativo serve un riallineamento tra l’azione delle Forze di Polizia e quella dell’Autorità Giudiziaria, in particolare nella concreta applicazione della misura del fermo preventivo.
«Con questo fermo preventivo le Forze dell’Ordine interverranno prima che la violenza esploda. I magistrati però ci devono aiutare», sottolinea Pianese, indicando nella collaborazione tra apparato investigativo e magistratura la condizione necessaria perché le nuove norme producano risultati visibili sul territorio.
Le principali novità illustrate da Pianese
1. Fermo preventivo prima delle manifestazioni ad alto rischio
Pianese individua nel fermo preventivo il fulcro del nuovo decreto. Nelle ore precedenti a manifestazioni considerate ad alto rischio, sarà possibile fermare, fino a 12 ore, soggetti già noti per precedenti specifici o per comportamenti violenti, trovati in possesso di oggetti offensivi come spranghe, sassi, chiavi inglesi o maschere antigas, con piena informazione dell’Autorità Giudiziaria e con tutte le garanzie per la persona fermata.
Effetto pratico: questo consente alle Forze di Polizia di neutralizzare in anticipo i gruppi più pericolosi, riducendo la probabilità che le manifestazioni degenerino in scontri e aggressioni contro cittadini e agenti.
2. Sanzioni più severe per organizzatori di manifestazioni irregolari
Nell’intervista viene evidenziato che il decreto rafforza la deterrenza responsabilizzando chi organizza o partecipa a manifestazioni non preavvisate o non conformi alle prescrizioni dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, introducendo multe fino a 10.000 euro per gli organizzatori che espongono cittadini e poliziotti a gravi rischi.
Effetto pratico: chi promuove iniziative senza rispettare le regole di preavviso e sicurezza si assume un rischio economico concreto, con l’obiettivo di scoraggiare le regie che puntano a trasformare la protesta in guerriglia urbana.
3. Registro separato per gli operatori indagati per fatti di servizio
Il decreto introduce un registro separato per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine indagati per fatti connessi al servizio o alla legittima difesa, con tempi processuali più rapidi. Questa innovazione evita che gli operatori restino per anni in attesa di giudizio per aver fatto semplicemente il proprio dovere.
Effetto pratico: si riducono le lunghe sospensioni e le incertezze che pesano sulla vita professionale e personale dei poliziotti coinvolti in procedimenti giudiziari legati all’attività di servizio, garantendo chiarezza in tempi più brevi senza rinunciare alle verifiche di legge.
4. Misure di contrasto alle baby gang e alle armi da taglio
Nel servizio viene richiamata anche l’introduzione, per la prima volta, di un registro degli acquirenti di armi da taglio, tenuto dai rivenditori.
Effetto pratico: questa tracciabilità aggiuntiva offre uno strumento di indagine e prevenzione in più contro l’uso improprio di coltelli e altri strumenti offensivi, in particolare da parte di gruppi giovanili violenti, le cosiddette baby gang.
