🔄 **AGGIORNAMENTO DL SICUREZZA 23/2026 – 25 febbraio**
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📅 Aggiornamento 5 febbraio 2026
Decreto Sicurezza 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri
Decreto‑legge Sicurezza 2026: cosa prevede il nuovo provvedimento
Appena approvato dal Consiglio dei Ministri, il nuovo Decreto‑legge Sicurezza 2026 introduce importanti innovazioni per il sistema sicurezza del Paese, con particolare attenzione agli appartenenti alla Polizia di Stato.
Novità in tema di ordine pubblico
- Fermo preventivo fino a 12 ore per chi partecipa a manifestazioni avendo specifici precedenti penali o portando con sé oggetti atti ad offendere.
- Responsabilizzazione di chi organizza manifestazioni senza preavvisare l’autorità di pubblica sicurezza, con un chiaro messaggio contro chi strumentalizza la protesta per creare disordini.
Registro dell’autorità giudiziaria per gli operatori
Altrettanto importante la previsione di un registro dell’autorità giudiziaria dove saranno iscritti gli appartenenti alle Forze di polizia nei casi di fatti commessi nell’esercizio dei doveri istituzionali che richiedono accertamenti giudiziari, con tempi certi e rapidi per le indagini. Si tratta di una misura che garantisce sia la tutela dei cittadini sia la tutela degli operatori, riducendo incertezze e lungaggini che spesso penalizzano chi indossa la divisa.
Novità per concorsi e carriera
- Semplificazione delle procedure concorsuali per gli appartenenti alla Polizia di Stato, con l’esenzione dalle visite mediche per chi è già in servizio.
- Programmazione di concorsi straordinari per Ispettore Superiore nel 2026 (1.800 posti) e nel 2027 (2.400 posti).
- Nuovi concorsi per Vice Ispettore e, per la prima volta, una previsione specifica per le procedure concorsuali del ruolo tecnico scientifico.
Un passo importante per rafforzare l’ordine pubblico, tutelare chi lo garantisce e valorizzare la carriera degli operatori di polizia.
Le proposte del COISP per il DDL Sicurezza: protezione degli operatori, responsabilità civile e modernizzazione dell’ordine pubblico
In due anni, oltre 800 operatori delle Forze di Polizia sono stati feriti durante i servizi di ordine pubblico. Un dato che racchiude la motivazione profonda dietro le iniziative del COISP. Per questa ragione il nostro sindacato ha deciso di non rimanere in silenzio, trasmettendo oggi ai Segretari di tutti i partiti dell’arco costituzionale un documento organico contenente 9 proposte concrete di integrazione al Disegno di Legge sulla Sicurezza.
Un dialogo aperto con tutte le forze politiche
L’iniziativa del COISP riafferma la vocazione del nostro sindacato a dialogare con l’intera classe politica, prescindendo da appartenenze di maggioranza o opposizione. Le proposte avanzate rispondono a un unico obiettivo: elevare i livelli di sicurezza dei cittadini, proteggere efficacemente gli operatori delle Forze di Polizia e adeguare la normativa alla realtà operativa contemporanea.
Non si tratta di misure “di parte” destinate a una sola forza politica, ma di strumenti che qualsiasi Governo, di qualsiasi colore, potrà utilmente impiegare per gestire manifestazioni pubbliche in modo sicuro e ordinato, garantendo il diritto a manifestare nell’alveo della legalità.
Le 9 proposte nel dettaglio
1. Responsabilità degli organizzatori per danni causati durante le manifestazioni
Il COISP propone di chiarire che i promotori di manifestazioni pubbliche devono rispondere legalmente per i danni causati dai partecipanti che violano le norme di ordine pubblico. Un principio di equità: chi organizza deve controllare e rispondere delle conseguenze delle proprie scelte organizzative.
La norma garantisce che chi promuove un evento pubblico non possa sottrarsi alle responsabilità generate da comportamenti violenti o illegittimi dei partecipanti.
2. Finanziamento della protezione degli operatori
Una delle proposte più innovative: le sanzioni amministrative riscosse per violazioni durante manifestazioni vengano destinate all’acquisto di dispositivi di protezione individuale per le Forze di Polizia (giubbotti antiproiettile, caschi, sistemi di comunicazione avanzati).
In altri termini: chi causa disordini contribuisce direttamente a proteggere chi mantiene l’ordine e la sicurezza. Un meccanismo di responsabilità che trasforma le sanzioni in investimenti concreti per la sicurezza degli operatori. Dato il numero di feriti negli ultimi due anni, questa misura assume un valore ancora più significativo.
3. Sanzioni per mancato rispetto degli ordini dell’Autorità di Pubblica Sicurezza
Si introduce una nuova fattispecie (Articolo 15-bis TULPS) che punisce con sanzioni amministrative da 1.000 a 10.000 euro chi non rispetta ordini legittimi della Polizia durante manifestazioni pubbliche e/o sportive.
Nello specifico:
Chiunque, in occasione di manifestazioni pubbliche e/o sportive o durante un servizio di ordine pubblico, non osserva un ordine legittimo o il divieto di superare una distanza limite di sicurezza dalle Forze di Polizia, impartiti dall’Ufficiale di pubblica sicurezza o, in sua assenza, dal sostituto ufficiale di pubblica sicurezza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000.
Chiunque rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato o su altre qualità personali a un Ufficiale di pubblica sicurezza o a un Agente di pubblica sicurezza nell’esercizio delle sue funzioni, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000.
Uno strumento essenziale per rendere concrete le responsabilità individuali e incentivare il rispetto delle disposizioni di sicurezza che proteggono sia i cittadini che gli operatori.
4. Sanzioni aumentate per riunioni non comunicate
Le sanzioni per chi organizza riunioni senza preavviso o partecipa attivamente ad esse vengono fissate da 1.000 a 10.000 euro (modifica dell’Articolo 18, comma 3 del TULPS).
L’obiettivo: garantire che le Autorità possano pianificare adeguatamente la sicurezza, proteggendo sia i cittadini che gli operatori. Una comunicazione preventiva consente alle Forze di Polizia di dispiegare risorse appropriate e di prevenire situazioni di conflitto.
5. Sanzioni aumentate per manifestazioni proibite
Chi viola i divieti dell’Autorità o non rispetta le limitazioni su manifestazioni può essere multato da 2.000 a 20.000 euro—il doppio rispetto alla normativa vigente (modifica dell’Articolo 18, comma 5 del TULPS).
Una risposta proporzionata ai rischi concreti generati da violazioni gravi. Questo aumento di sanzioni corrisponde all’esigenza di scoraggiare comportamenti che mettono a rischio sia la sicurezza pubblica che l’incolumità degli operatori.
6. Assicurazione obbligatoria per manifestazioni ad alto rischio
Per manifestazioni identificate come potenzialmente pericolose, il Prefetto può richiedere ai promotori una garanzia assicurativa o fideiussoria a copertura dei danni a terzi.
Un meccanismo di responsabilità anticipato: chi organizza deve valutare i rischi e assicurarsi contro le conseguenze. Questa misura scoraggia organizzazioni improvvisate e pericolose, responsabilizzando gli organizzatori fin dalla fase di pianificazione dell’evento.
7. Modernizzazione delle procedure di scioglimento
Si elimina il requisito anacronistico dello “squillo di tromba” previsto dalla normativa vigente per sciogliere riunioni non autorizzate (modifica dell’Articolo 23 del TULPS).
Un semplice aggiornamento della norma: le Forze di Polizia non dispongono più di trombettieri nei servizi di ordine pubblico. Perché mantenere una prescrizione che non rispecchia la realtà operativa contemporanea?
Lo scioglimento di riunioni deve essere ordinato tramite altoparlanti e sistemi audio contemporanei. In assenza di questi, tramite tre intimazioni ad alta voce (modifica dell’Articolo 25 del Regolamento).
Trasparenza e chiarezza: garantisce che gli ordini siano percepiti da tutti e riduce i rischi di malintesi e conflitti che potrebbero mettere a rischio gli operatori.
8. Responsabilità civile degli organizzatori
Anche se una manifestazione non è stata preavvisata, gli organizzatori rispondono dei danni causati dai partecipanti che violano norme di ordine pubblico (modifica dell’Articolo 2050 del Codice Civile).
Inoltre, rispondono anche dei danni derivanti da ordini della Polizia, salvo che provino di aver adottato tutte le misure idonee a evitarli.
Un equilibrio di responsabilità: la Polizia agisce correttamente secondo protocolli consolidati; gli organizzatori rimangono responsabili delle conseguenze delle loro azioni e della gestione della manifestazione.
9. Sanzioni per chi rifiuta l’ordine di dispersione
Chi rifiuta di obbedire a un ordine legittimo di scioglimento della manifestazione rischia una sanzione amministrativa da 2.000 a 20.000 euro (modifica dell’Articolo 24, comma 3 del TULPS).
Una conseguenza concreta: rende effettivo il rispetto degli ordini che garantiscono la sicurezza collettiva. Questa misura è essenziale per far sì che le disposizioni delle Autorità di Pubblica Sicurezza siano rispettate e che il lavoro degli operatori sia svolto in condizioni di maggiore sicurezza.
Il contesto: 800 feriti in due anni
Come sottolineato in apertura, negli ultimi due anni oltre 800 operatori delle Forze di Polizia sono stati feriti durante i servizi di ordine pubblico. Questo dato non è una statistica astratta: rappresenta il costo umano concreto della gestione dei servizi di sicurezza nel nostro Paese.
È precisamente questa realtà che motiva le proposte del COISP. Non chiediamo misure repressive fine a se stesse, ma strumenti proporzionati e efficaci che proteggano sia i cittadini che gli operatori, responsabilizzando organizzatori e partecipanti e adeguando la normativa alla contemporaneità.
Una sfida che non ha confini ideologici
Il COISP ribadisce che queste proposte rispondono a principi condivisi: protezione degli operatori delle Forze di Polizia, responsabilità di organizzatori e partecipanti, adeguamento della normativa alla contemporaneità operativa, e sicurezza della comunità intera.
La sicurezza è un bene comune che appartiene a tutti gli italiani. Per questa ragione il documento è stato trasmesso ai Segretari di tutti i partiti dell’arco costituzionale: perché la responsabilità di garantirla è una sfida che non ha confini ideologici.
Qualsiasi Amministrazione, di qualsiasi colore politico, avrà l’opportunità di impiegare questi strumenti per governare manifestazioni pubbliche in modo sicuro e ordinato, garantendo il diritto a manifestare nell’alveo della legalità.
Il COISP rimane disponibile al dialogo con il Governo e con tutte le forze politiche per approfondire i dettagli di queste proposte e discutere di ulteriori misure che possano contribuire a una gestione più efficace dell’ordine pubblico nel nostro Paese.
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