COISP smonta “scudo penale”: “Tutela buon senso, non immunità”
Roma, 25 febbraio 2026 – “Altro che scudo penale: qui non c’è alcuna immunità per i poliziotti, ma una regola di buon senso che evita di trasformare ogni intervento legittimo in una gogna giudiziaria preventiva”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Sindacato di Polizia COISP, spiega in una nota l’analisi condotta dall’Ufficio Studi COISP sul Decreto Sicurezza appena entrato in vigore (pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale).
Chiarimento su indagini e cause di giustificazione
“Per mesi abbiamo sentito parlare di presunti privilegi e di ‘licenze di sparare’, ma la realtà è diversa: se appare evidente che un operatore ha agito in presenza di una causa di giustificazione per legittima difesa, adempimento del dovere o stato di necessità, il pubblico ministero non lo iscrive automaticamente nel registro degli indagati, ma svolge accertamenti preliminari in un modello separato e con tempi certi. Le garanzie restano intatte: non si cancella la responsabilità, si evita solo la criminalizzazione preventiva di chi stava facendo il proprio lavoro”.
Secondo l’analisi questo “non è un dettaglio tecnico, ma un cambio culturale: si riconosce che chi interviene in strada non può essere trattato da subito come un sospettato, salvo poi scoprire magari dopo anni che aveva agito correttamente”.
Altri interventi del decreto
Il decreto, sottolinea Pianese “rafforza anche gli strumenti contro l’uso di armi e oggetti atti a offendere, amplia le misure nelle cosiddette zone rosse, introduce il fermo preventivo nelle manifestazioni con pericolo concreto ed estende l’arresto in flagranza differita per colpire chi aggredisce forze dell’ordine, docenti o personale ferroviario. Sono risposte che attendevamo da tempo”.
Il decreto interviene anche su concorsi, progressioni di carriera e copertura delle carenze organiche, “segnali concreti di attenzione verso chi indossa la divisa” – continua il Segretario del COISP – “Questo provvedimento va nella direzione che chiediamo da anni: più sicurezza per i cittadini e più tutele per chi la sicurezza la garantisce ogni giorno. Continueremo a vigilare in Parlamento affinché il decreto in fase di conversione non venga snaturato”.
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