Pianese a Il Tempo: “Doppio metro tra Rogoredo e il poliziotto massacrato a Torino”

Scritto il 03/02/2026

Il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, commenta in una esclusiva intervista a Il Tempo la decisione della procura di Torino di non procedere per tentato omicidio contro gli autori della brutale aggressione al poliziotto durante la manifestazione per Askatasuna.

Secondo la ricostruzione dell’articolo, Pianese parte da un parallelismo con il caso di Rogoredo: lì un poliziotto viene indagato per omicidio volontario dopo aver sparato a un soggetto armato, mentre a Torino – dove un agente è stato buttato a terra, circondato, preso a calci, bastonate e colpito con un martello alla testa – non viene nemmeno ipotizzato il tentato omicidio. A suo giudizio, la violenza, la premeditazione e il rischio concreto per la vita del collega avrebbero imposto una contestazione più grave.

Pianese ricorda che le immagini mostrano una sequenza rapidissima e violentissima: l’agente cade a terra, viene immediatamente circondato da più aggressori armati di bastoni, martello e altri oggetti contundenti; colpi alla testa e al corpo si susseguono finché il poliziotto riesce solo a proteggersi e a indietreggiare. Per il COISP, la dinamica non è quella di una semplice aggressione, ma di un vero tentativo di linciaggio, interrotto solo dall’arrivo provvidenziale di altri colleghi che mettono in fuga gli assalitori.

Da qui la critica alla “titolarità” del reato scelta dalla procura: Pianese sottolinea che, pur essendo tecnicamente modificabile in corso d’indagine, la qualificazione giuridica iniziale produce un effetto immediato sulla percezione pubblica. Se da una parte c’è un poliziotto che spara per legittima difesa a un soggetto armato e viene accusato di omicidio volontario, dall’altra – insiste – ci sono persone che massacrano un agente inerme a colpi di martello e non si vedono contestare il tentato omicidio. A suo avviso, questo crea un “doppio metro” che rischia di incrinare la fiducia degli operatori nella tutela che lo Stato dovrebbe garantire a chi fa rispettare la legge.

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